"""""Le terre pubbliche non si vendono. Regione Lazio indietro su giovani ed agricoltura" " " " "

Coordinamento Romano Accesso alla Terra: "Le terre pubbliche non si vendono. Regione Lazio indietro su giovani ed agricoltura"


In questi giorni si discutono gli emendamenti alla proposta di legge 147. Ribadiamo l'assoluta necessità di eliminare l'articolo 20, capo III, in merito alle “Disposizioni per favorire la dismissione dei terreni agricoli ed a vocazione agricola di proprietà regionale”. Il Lazio, come già altre regioni stanno virtuosamente facendo, ha bisogno che siano attivate misure legislative che disciplinino l'affidamento con affitti equi delle sue proprietà agricole, per favorire giovani e nuova imprenditoria, verso una redistribuzione del suo patrimonio onde sviluppare agricoltura di qualità su spazi fruibili.

Come in Umbria è già possibile, chiediamo alla Regione misure PSR e sottoprogrammi tematici che agevolino economicamente le imprese agricole sui terreni pubblici, specie se multifunzionali ed in grado di dare servizi ai cittadini, tutelare il paesaggio laziale, difendere la biodiversità con piani colturali all'avanguardia. Al contrario di quanto auspicato, con grande apprensione guardiamo ad aree come Castel di Guido, da troppi anni sottoutilizzata e che ora rischia di essere venduta. Una Regione che intende vendere il patrimonio pubblico è una Regione che perde credibilità e forza, che torna indietro da posizioni che credevamo acquisite.

Il rischio maggiore della vendita è nella possibilità di perdere verde agricolo in favore della speculazione edilizia, che troppa parte del nostro patrimonio caratteristico ha consumato impropriamente in questi anni. 

Annunciamo quindi azioni nei prossimi giorni volte a denunciare il pericolo della vendita e a sottolineare le potenzialità delle terre pubbliche.

Coordinamento Romano Accesso alla Terra