"""""TERRE PUBBLICHE: NO ALLA VENDITA, ANCORA INSUFFICIENTI LE APERTURE" " " " "

Il Coordinamento Romano Accesso alla Terra ritiene insufficiente, per quanto positivo, l'impegno preso su Castel di Guido di non vendere la tenuta. Il nostro impegno è volto a tutelare tutte le terre pubbliche ad uso agricolo.

Sottolineiamo che il CRAT, composto da diverse forze sociali (sigle di settore, agricoltori, associazionismo), considera il patrimonio agricolo utilizzabile un bene inalienabile, da preservare per le  future generazioni, oltre che una garanzia economica per l'amministrazione. Non è attraverso la sua vendita che si può pensare di fare cassa, essendo inoltre limitato l'introito previsto dalle dismissioni. C’è invece bisogno di una legge ad hoc per l'assegnazione, la tutela, la valorizzazione delle terre pubbliche agricole, come altre regioni hanno già fatto (Umbria, Toscana, Campania) o stanno per fare, per produzione agroalimentari e servizi, con attenzione alla fruibilità e valorizzazione dei beni comuni.

L'articolo 20 della proposta di legge 147 deve essere eliminato, o modificato per imporre un maggiore controllo sullo stato di fatto delle attuali assegnazioni: un censimento delle terre pubbliche garantirebbe il rientro del gettito degli affitti spesso inesauditi, così da far rispettare principi di legalità e buon governo.

E' il momento di mantenere fede all'impegno preso dal Presidente Zingaretti in campagna elettorale di non vendere le terre, avendo aderito inoltre pubblicamente alla petizione #TerrePubbliche ai giovani agricoltori. Chiediamo con urgenza di convocare un tavolo di confronto su questo tema, così come proposto dallo stesso presidente Zingaretti nel corso dell’incontro di lunedì 5 Maggio, prima che la commissione chiuda la discussione sulla proposta di legge 147.

 

 

Coordinamento Romano Accesso alla Terra